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ASI Cultura in scena: il suono delle storie prende corpo

asi cultura milano

C’è un punto in cui teatro, musica e formazione smettono di essere linguaggi separati e diventano un gesto comune. È da lì che prende forma Vorrei un flauto… di traverso, spettacolo presentato da ASI Cultura che arriva a Milano il 20 dicembre 2025 alle ore 20.30, alla Sala Teatrale San Giovanni Battista alla Bicocca (biglietti su Eventribe).


Lo spettacolo nasce dall’omonimo libro pubblicato da Dantone Edizioni e si sviluppa in una drammaturgia originale firmata da Antonio Provitina. Il materiale di partenza è concreto, quotidiano: aneddoti realmente accaduti in un negozio di musica.


Ma la scena non li trasforma in semplice intrattenimento. Li riorganizza, li mette in relazione, li espone al ritmo del teatro e della musica dal vivo. Ne emerge un varietà in stile commedia musicata, dove l’ironia non semplifica e la leggerezza non sottrae complessità.


Teatro come spazio di relazione


Accanto a Provitina, sul palco c’è Sara Macchi, attrice e formatrice ASI, impegnata da anni tra teatro, cinema e percorsi educativi. Diplomata al DAMS e attualmente nel percorso di educatrice teatrale, Macchi incarna una figura sempre più centrale nel dibattito culturale contemporaneo, quella di chi attraversa i confini tra pratica artistica e formazione, senza gerarchie.


La sua presenza rende evidente una visione condivisa da ASI Cultura: il teatro non come prodotto da consumare, ma come esperienza che costruisce competenze, consapevolezza, comunità.


La musica come linguaggio che connette


La scena è attraversata dalla musica dal vivo dei Pulp Project, band rock & blues nata a Milano e ispirata alle colonne sonore del cinema internazionale. Con Ermanno Fabbri, Sergio Ratti e Dario Bucca, la musica non accompagna: dialoga. Entra nella scrittura scenica, ne modifica il tempo, crea passaggi tra parola, gesto e racconto. È una presenza che tiene insieme linguaggi e immaginari, restituendo allo spettacolo una dimensione corale.


Un progetto indipendente che guarda lontano


Vorrei un flauto… di traverso è un progetto costruito in modo indipendente dagli artisti stessi. Una scelta che non rivendica autonomia come valore astratto, ma come responsabilità: quella di immaginare un percorso che non si esaurisce nella singola data teatrale.


Lo spettacolo è pensato come punto di partenza per nuove repliche, collaborazioni, attività formative e iniziative culturali sul territorio. Una struttura aperta, che accetta di evolvere nel tempo e nel confronto.


Perché conta oggi: il sostegno di ASI Cultura


Il sostegno di ASI Cultura si inserisce in questa prospettiva: sostenere progetti che mettono in relazione spettacolo dal vivo, educazione e partecipazione culturale, senza ridurli a formule rassicuranti. In un contesto in cui la cultura è spesso chiamata a semplificare o a intrattenere, questo lavoro sceglie un’altra asi-cultura-in-scena-il-suono-delle-storie-prende-corpostrada: abitare la complessità, restare accessibile senza essere neutro, creare connessioni reali tra persone, linguaggi e territori.


Forse è proprio da qui che vale la pena ripartire, chiedendoci non solo cosa accade in scena, ma quale spazio di relazione siamo disposti ad aprire, come spettatori e come comunità, quando la cultura si assume il rischio di parlare davvero al presente.

 
 
 

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