Corrado Veneziano libera le creature del Medioevo: a L’Aquila sette visioni tra muri e ponti
- incandenza
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Quando gli animali fantastici tornano a parlarci del presente
Ogni epoca costruisce le proprie creature immaginarie. Le inventa per dare forma alle paure, ai desideri, alle contraddizioni che fatica a nominare. Il Medioevo lo ha fatto attraverso bestiari, simboli e figure ibride. Oggi, quelle stesse immagini tornano a interrogare il nostro sguardo attraverso il lavoro di Corrado Veneziano.
Dal 25 al 28 giugno, nell’ambito della quarta edizione del Festival delle città del Medioevo a L’Aquila, l’artista sarà tra i protagonisti di un programma che mette in dialogo storia, arte e attualità. Il 25 giugno alle ore 18 sarà inaugurata la mostra 7 Pezzi Fantastici. Animali immaginari medievali nella reinterpretazione pittorica di Corrado Veneziano, a cura di Francesca Barbi Marinetti, con il coordinamento generale di Mariangela De Vita e il sostegno di Iacovelli and Partners.
La mostra attraversa il tema degli animali fantastici medievali attraverso la ricerca pittorica di Veneziano, rileggendo una tradizione iconografica che per secoli ha rappresentato il rapporto tra esseri umani, natura e immaginazione.
«È stata una rivoluzione, una congiuntura straordinaria – si legge nella presentazione della mostra – quella che ha segnato la divaricazione tra animali umani e animali non umani. Figli dello stesso lancio di dadi, noi cosiddetti umani ce ne siamo allontanati per poi cominciare ad antropomorfizzarli: affidando a pesci, volatili, quadrupedi, il compito di educarci, impaurirci, redimerci. Corrado Veneziano ha ripreso questo lavoro di attaccamento-respingimento della cultura ellenistica e latina, ma ha indugiato soprattutto sulla visionarietà medievale».
Più che una rilettura storica, il percorso espositivo diventa così una riflessione sul modo in cui costruiamo immagini, attribuiamo significati e raccontiamo il mondo attraverso figure simboliche.
Mura e ponti: una domanda che attraversa i secoli
La presenza di Veneziano si inserisce nel tema scelto dal Festival delle città del Medioevo: La pace e la guerra. Mura e Ponti, curato da Amedeo Feniello e Alfonso Forgione del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila.
Mura e ponti sono metafore che continuano ad attraversare il presente: confini e aperture, difesa e incontro, identità e scambio. Attraverso questa lente, il Medioevo smette di essere un periodo distante e diventa uno strumento per leggere questioni che continuano a definire la società contemporanea.
In questo contesto, gli animali immaginari di Veneziano invitano a interrogare il rapporto tra realtà e rappresentazione, tra ciò che separa e ciò che connette.
Un festival che mette in relazione saperi e territori
Promosso dall’Università degli Studi dell’Aquila e dal Comune dell’Aquila, con il patrocinio scientifico di numerosi enti tra cui SAMI, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Deputazione Abruzzese di Storia Patria, Archivio di Stato dell’Aquila e MUNDA, il Festival propone un programma che intreccia discipline e linguaggi.
Dialoghi con storici e intellettuali, conferenze dedicate a fortificazioni, Longobardi, Comuni italiani, crociate, arte e costi della guerra, performance musicali, passeggiate storiche e attività di living history costruiscono uno spazio culturale in cui ricerca accademica e partecipazione pubblica si incontrano.
Tra gli ospiti figurano, tra gli altri, Duccio Balestracci, Anna Foa, Franco Cardini, Gianluca Sadun Bordoni, Antonio Brusa e Dario Fabbri.
Corrado Veneziano, l’arte come attraversamento
La presenza di Corrado Veneziano al Festival non si esaurisce nella mostra. Domenica 28 giugno l’artista parteciperà alla Lezione Speciale Ars Magica. Incontro sulla magia medievale insieme a Marina Montesano, occasione in cui verranno presentati gli “Animali immaginari medievali” nella sua reinterpretazione pittorica.
Artista e studioso, Veneziano ha esposto in Italia e all’estero con progetti che hanno dialogato con istituzioni culturali e scientifiche di rilievo internazionale. Le sue opere hanno attraversato musei, biblioteche, teatri e spazi pubblici, portando avanti una ricerca che mette in relazione memoria, immaginazione e patrimonio culturale.
Forse è proprio questa la domanda che attraversa la mostra e il Festival: cosa accade quando le immagini del passato smettono di essere testimonianze e tornano a diventare strumenti per interpretare il presente?
Informazioni di vendita sulle opere
Le opere esposte durante gli eventi sono in vendita. Per un interesse all’acquisto è possibile inviare una mail all’indirizzo incandenza@incandenza.it.
Indicativamente il prezzo riprende il coefficiente - 6,5 - dell’ultima battitura d’asta con FinArte. L’opera “La Basilisca” (olio su pergamena, cm 200 x 150), ad esempio, ha un prezzo proposto di 19.000 euro. Il quadro più piccolo tra quelli esposti (L’anfisbena, Olio su pergamena, cm 130 x 100) è proposto a 11.000 euro.



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