Quando una piazza immagina il futuro: Grotte di Castro mette la Tuscia al centro dell'Europa
- incandenza
- 1 giorno fa
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Il sindaco Antonio Rizzello: «Prima progettazione che sprovincializza il territorio»

Esistono progetti che nascono per valorizzare un luogo. Altri, invece, finiscono per cambiare il modo in cui un territorio guarda sé stesso.
È quello che è accaduto a Grotte di Castro durante la prima giornata della seconda edizione di InCastro – Festival del Pensare, dove la candidatura di Viterbo Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033 è entrata nel dibattito pubblico come una prospettiva condivisa, capace di coinvolgere l'intera provincia.
La cultura è diventata così uno strumento attraverso cui ripensare identità, relazioni e futuro.
Una candidatura che cambia il racconto della Tuscia
Ad aprire il confronto sono stati il sindaco di Grotte di Castro Antonio Rizzello, il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli e il vicesindaco di Viterbo con delega alla Cultura Alfonso Antoniozzi.
«Questo festival rappresenta un grande abbraccio tra i territori della Tuscia, che si stringono attorno a Viterbo per traguardare un obiettivo epocale», ha affermato Rizzello.
Per il sindaco, la candidatura rappresenta «la prima progettazione che mette al centro la Tuscia e Viterbo e che sprovincializza il territorio». Un cambio di prospettiva che supera l'idea di una provincia vissuta come destinazione marginale: «Viterbo Tuscia Capitale significa che non siamo più la gita fuori porta, il territorio che vive di riflesso, ma un territorio che vuole essere capitale. Capitale della cultura, che fin dall'epoca etrusca è al centro della vita di tutti noi».
Rizzello ha inoltre ringraziato pubblicamente Romoli e Antoniozzi per aver costruito un percorso condiviso: «Potevano tenere il progetto per loro, l'hanno condiviso e Grotte di Castro gliene è grata».
Ripensare l'identità attraverso la cultura
Anche il presidente della Provincia Alessandro Romoli ha descritto la candidatura come un cambio di paradigma: «È una rivoluzione copernicana che ci permette di riappropriarci della nostra identità. Sarà un risultato di tutta la Tuscia».
Una visione ripresa da Alfonso Antoniozzi, che ha posto l'attenzione sul metodo richiesto dalla candidatura europea: «L'Europa non premia quello che c'è già. La bellezza di questo processo è che costringe le comunità a inventare il proprio futuro, a chiedersi come immaginano il proprio territorio nel 2033. Il dossier viene giudicato su questo. È un metodo bottom-up: si parte dalla cittadinanza e tutti i comuni della provincia sono dentro».
Più che una competizione tra città, emerge così un processo collettivo che invita i territori a costruire una visione condivisa del proprio domani.

La scienza incontra la piazza di Grotte di Castro
Dopo i saluti istituzionali, il Festival del Pensare ha riportato al centro la propria vocazione originaria: creare occasioni di dialogo tra ricerca scientifica e società.
La professoressa Francesca Grassi, docente di Fisiologia umana alla Sapienza, ha aperto il pomeriggio esplorando il rapporto tra pensiero e attività elettrica cerebrale. Il professor Neri Accornero, neurologo della Sapienza, ha affrontato il tema della convergenza evolutiva tra biologia e tecnologia, mettendone in luce opportunità e rischi.
A chiudere il ciclo di conferenze è stato Alessandro Zocchi, docente di Neuroscienze educative all'Università Roma Tre, con un intervento dedicato al ragionamento nell'incertezza attraverso Bayes, Occam e le dinamiche del pensiero contemporaneo.
La giornata si è conclusa con Stand up for Science – Ma cosa ti dice la testa?, spettacolo di Alberto Agliotti e Francesco Giorda che ha intrecciato divulgazione scientifica e comicità davanti a una piazza gremita.
Una seconda giornata tra neuroscienze, filosofia e illusionismo
Il programma prosegue con laboratori dedicati ai diversi modi di pensare il mondo. Alla Casa di Comunità si alternano Nicoletta Lanciano, con un laboratorio sul nostro posto sul pianeta Terra; Giacinto Sabellotti con Neurons – Get in the game; Valentina Simonetti sulla cognizione vegetale e FabLab Lazio Innova sul rapporto tra tecnologia e pensiero.
Nel pomeriggio Piazza Matteotti ospita gli interventi del ricercatore internazionale Mahmoud Abu Aisha, di Enrico Alleva, accademico dei Lincei, del filosofo Maurizio Balistreri, della filosofa della scienza Elena Gagliasso e del matematico e giurista Mauro Palma, che affronteranno temi che spaziano dalle neuroscienze al marketing, dal pensiero animale all'intelligenza artificiale, fino alla fragilità dei diritti.
La serata si concluderà con "Reality is Optional", spettacolo di illusionismo del campione italiano di magia Luca Terranova, in arte Mago Novas.
Un festival che costruisce comunità
Condotto dal professor Francesco Orzi e dal divulgatore scientifico Paolo Conte (Progetto Theia – RAI Radio3), InCastro – Festival del Pensare è realizzato con il patrocinio dell'Università della Tuscia e con il contributo non condizionante di Caffè Menerva, Fondazione Emmanuel Miraglia e Coop Amiatina.
Forse è proprio questo il tratto più interessante del Festival: utilizzare la divulgazione scientifica come occasione di incontro tra discipline, cittadini e territori. E, nello stesso spazio, trasformare una candidatura europea in una domanda condivisa: quale futuro vogliamo?



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